Pretare – Il Paese delle Fate

Benvenuti a Pretare

Nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ai piedi dell’imponente Monte Vettore, sorge Pretare, un piccolo borgo montano che custodisce una storia secolare, paesaggi straordinari e un patrimonio di tradizioni che continua a vivere attraverso la sua comunità.

Immerso in una natura incontaminata, Pretare rappresenta una delle porte d’accesso più suggestive ai Monti Sibillini. Le sue case in pietra, i vicoli silenziosi, i boschi che lo circondano e gli spettacolari panorami montani raccontano il profondo legame tra l’uomo e un territorio che ha saputo conservare intatta la propria autenticità.

Da secoli questo borgo è un punto di riferimento per pastori, viandanti ed escursionisti. Qui la vita ha sempre seguito il ritmo delle stagioni, tra pascoli d’alta quota, antichi sentieri, sorgenti e boschi ricchi di biodiversità. Ogni angolo del paese conserva tracce della storia e della cultura dell’Appennino centrale, offrendo ai visitatori un’esperienza fatta di semplicità, ospitalità e tradizioni genuine.

Pretare è conosciuto anche come il Paese delle Fate, per il suo legame con la celebre leggenda della Sibilla Appenninica, una delle storie più affascinanti del folklore italiano. Tra queste montagne, dove realtà e leggenda si intrecciano da secoli, sono nate narrazioni che ancora oggi alimentano il fascino di questo territorio, rendendolo una meta unica per chi ama la storia, la cultura e il mistero.

Il borgo è stato profondamente colpito dal terremoto del 2016, un evento che ha segnato la vita della comunità e trasformato il volto del paese. Nonostante le difficoltà, Pretare continua il suo cammino con determinazione, mantenendo viva la propria identità e guardando con fiducia al futuro. La ricostruzione non riguarda soltanto gli edifici, ma anche la valorizzazione della memoria, delle tradizioni e del patrimonio culturale che rendono questo luogo così speciale.

pretare.it nasce con l’obiettivo di diventare il portale di riferimento dedicato al borgo. Un luogo virtuale dove raccogliere e condividere la storia, le tradizioni, gli itinerari escursionistici, gli eventi, le fotografie, le testimonianze e tutte le informazioni utili per conoscere e vivere Pretare durante tutto l’anno.

Attraverso queste pagine potrai scoprire gli angoli più caratteristici del paese, percorrere i sentieri che conducono al Monte Vettore e al Parco dei Sibillini, conoscere le antiche tradizioni locali, rivivere la memoria storica del borgo e lasciarti conquistare dalla straordinaria bellezza di un territorio che continua a emozionare chiunque lo visiti.

Benvenuti a Pretare.

Un piccolo borgo nel cuore dei Monti Sibillini, dove la natura, la storia e le tradizioni si incontrano, custodendo un patrimonio unico da scoprire, vivere e tramandare alle future generazioni.

* Pretare prima del terremoto

Il terremoto del 2016: la ferita che ha cambiato Pretare

Il 24 agosto 2016, alle ore 3:36, una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.0 colpì il Centro Italia, interessando in particolare i territori delle Marche, del Lazio, dell’Umbria e dell’Abruzzo. Tra i borghi maggiormente colpiti vi fu anche Pretare, frazione del Comune di Arquata del Tronto, situata ai piedi del Monte Vettore.

Quella notte cambiò per sempre la vita degli abitanti del paese. In pochi secondi molte abitazioni subirono gravi danni, numerosi edifici storici vennero lesionati e gran parte del centro abitato fu dichiarata inagibile. Le immagini delle case crollate, delle strade invase dalle macerie e della Chiesa di San Rocco gravemente danneggiata fecero rapidamente il giro d’Italia, diventando il simbolo della tragedia che colpì l’intero territorio.

Il sisma del 24 agosto fu solo l’inizio di una lunga sequenza sismica. Nei mesi successivi numerose scosse continuarono a interessare l’Appennino centrale, fino ai violenti terremoti del 26 e del 30 ottobre 2016, che provocarono ulteriori danni agli edifici già compromessi, aggravando una situazione già estremamente difficile.

Per Pretare iniziò un periodo di grande sofferenza. Molte famiglie furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e a trasferirsi temporaneamente in altre località o nelle strutture di emergenza predisposte dalla Protezione Civile. Il paese, che per secoli aveva rappresentato un punto di riferimento per la vita della montagna, si ritrovò improvvisamente silenzioso, con le sue vie deserte e molti edifici gravemente lesionati.

Il terremoto non colpì soltanto le case. Furono danneggiati anche i luoghi simbolo della comunità: la Chiesa di San Rocco, la torre campanaria, edifici storici, piazze e infrastrutture che per generazioni avevano accompagnato la vita quotidiana degli abitanti. Ogni edificio lesionato rappresentava una pagina della storia del borgo che rischiava di andare perduta.

Nonostante il dolore e le difficoltà, gli abitanti di Pretare hanno dimostrato una straordinaria forza d’animo. Sin dai primi giorni successivi al sisma, la solidarietà tra residenti, volontari, associazioni e istituzioni ha permesso di affrontare l’emergenza con coraggio e determinazione. La comunità non ha mai smesso di credere nella possibilità di ricostruire il proprio paese e di preservarne l’identità.

Negli anni successivi sono stati avviati numerosi interventi di messa in sicurezza, consolidamento e ricostruzione degli edifici pubblici e privati. La rinascita di Pretare richiede tempo, competenze e investimenti importanti, ma rappresenta un percorso condiviso che guarda al futuro senza dimenticare il passato.

Oggi il borgo continua lentamente a ritrovare il proprio volto. Accanto ai cantieri della ricostruzione, rimangono vivi il desiderio di ripopolare il paese, la volontà di valorizzarne il patrimonio storico e naturalistico e l’impegno a tramandare le tradizioni che da secoli caratterizzano la vita di questa comunità.

Il terremoto del 2016 ha lasciato una ferita profonda, ma non ha cancellato l’anima di Pretare. Al contrario, ha rafforzato il legame tra gli abitanti e il loro territorio, trasformando il dolore in una nuova consapevolezza del valore della memoria, della solidarietà e della ricostruzione.

Oggi Pretare è il simbolo di una comunità che continua a rialzarsi con dignità, custodendo le proprie radici e guardando con fiducia alle future generazioni.


Un borgo che non si arrende

Visitare Pretare oggi significa conoscere un luogo che porta ancora i segni del terremoto, ma che continua a vivere grazie alla forza della sua gente. Ogni edificio recuperato, ogni sentiero riaperto e ogni tradizione che continua a essere celebrata rappresentano un passo in avanti verso la rinascita del borgo.

LA STORIA

La storia di Pretare

Pretare è una frazione del Comune di Arquata del Tronto, situata a circa 920 metri di altitudine alle pendici meridionali del Monte Vettore.

L’origine del nome deriva probabilmente dal termine dialettale “preta”, cioè pietra, in riferimento ai grandi massi presenti sul territorio, probabilmente originati da antiche frane o eventi sismici che nei secoli hanno modellato il paesaggio.

Le origini dell’attuale borgo risalgono tra il XIV e il XV secolo, quando gruppi di pastori provenienti da Marche, Abruzzo e Umbria si stabilirono stabilmente in questa valle, favorita dalla presenza di pascoli, sorgenti e boschi.

Per secoli Pretare è stato un importante centro pastorale, vivendo principalmente di allevamento, agricoltura e raccolta dei prodotti del bosco.

La posizione lungo gli antichi percorsi della transumanza ha favorito gli scambi commerciali e culturali tra diverse regioni dell’Appennino.

Ancora oggi il centro storico conserva testimonianze della sua antica architettura rurale, chiese storiche e numerosi elementi in pietra lavorata che raccontano la vita quotidiana delle generazioni passate.

Pretare rappresenta uno dei luoghi simbolo dei Monti Sibillini, dove storia, natura e tradizioni convivono da oltre seicento anni.

LE TRADIZIONI

Le tradizioni di Pretare

Le tradizioni di Pretare sono strettamente legate alla montagna e alla vita pastorale.

Per secoli le famiglie hanno vissuto seguendo il ritmo delle stagioni: la primavera segnava la salita verso i pascoli, l’estate era dedicata alla fienagione e all’allevamento, mentre l’autunno portava la raccolta delle castagne, dei funghi e dei prodotti del bosco.

La festa più sentita è quella dedicata a San Rocco, patrono del paese, celebrata nel mese di agosto con funzioni religiose, musica, incontri e momenti di convivialità.

Tra le tradizioni più affascinanti vi è la Discesa delle Fate, una rappresentazione teatrale ispirata alla leggenda della Sibilla Appenninica. Giovani e abitanti del borgo riportano in vita una delle storie più suggestive dei Monti Sibillini, trasformando il paese in un grande palcoscenico a cielo aperto.

La cucina tradizionale conserva sapori autentici: salumi, formaggi di montagna, funghi, tartufi, lenticchie, miele, carni alla brace e piatti della tradizione marchigiana rappresentano ancora oggi il patrimonio gastronomico locale.

Pretare continua a custodire un forte senso di comunità, dove l’ospitalità e il rispetto delle tradizioni sono valori tramandati di generazione in generazione.

I SENTIERI

I sentieri di Pretare

Pretare è uno dei principali punti di accesso al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Da qui partono alcuni degli itinerari escursionistici più spettacolari dell’Appennino centrale.

Tra i percorsi più conosciuti troviamo:

  • Monte Vettore (2.476 m)
  • Forca di Presta
  • Sentiero Europeo E1
  • Sentiero delle Fate
  • Valle del Tronto
  • Monte Sibilla
  • Lago di Pilato (tramite gli itinerari consentiti e aperti, secondo le ordinanze vigenti)

I percorsi attraversano faggete, pascoli d’alta quota, sorgenti e panorami unici, offrendo esperienze adatte sia agli escursionisti esperti sia agli amanti delle passeggiate nella natura. Alcuni itinerari possono essere soggetti a limitazioni per motivi di sicurezza o tutela ambientale, pertanto è sempre consigliabile verificare le condizioni prima della partenza.